Mer. Gen 20th, 2021

La comunità di Staiti ha festeggiato i cento anni di nonna Rosa Zappia: intorno a lei alò taglio della torta i figli Maria, Mimmo e Antonietta, che amorevolmente la accudisce, e i tanti nipoti che hanno da sempre in lei un vero e proprio punto di riferimento.

Nonna Rosina, vedova di Antonino Margariti, vive insieme al nipote Tonino, per cui nutre un affetto speciale. Era la sarta del paese, e ancor oggi trascorre gran parte delle sue giornale alla macchina da cucire, il suo lavoro di una vita e anche la sua grande passione.

fonte gazzetta del sud

I compleanni tondi di mia mamma e anche gli anniversari importanti sono sempre stati funestati da qualche evento luttuoso o comunque triste. È nata nell’anno in cui la spagnola volgeva al termine e l’eco della prima guerra mondiale si era spenta da poco. Voglio immaginare la sua venuta al mondo come un segno di pace. La parola “pace” insieme a “salute” sono state l’unguento con cui ci ha insegnato a curare tutte le delusioni e le piccole e grandi ferite “Eh su, figghia,basta i ndavimu a paci e a saluti” . Se dovessi descriverla associandole due parole direi Energia e Accoglienza. L’ho vista risorgere dalle ceneri di mille giornate di fuoco: da fatiche fisiche e batoste affettive . La tavola era spesso la sede dei miracoli: oggi legumi. Tonino però non vuole i legumi?allora sugo A Lorenzo piace il pesto, e allora pesto. La parmigiana era per cinque ma sono arrivati altri cinque all’improvviso? La parmigiana bastava per dieci. E da quella tavola ci siamo sempre alzati sazi: di cibo, di abbracci, di sorrisi, di premure. Ho sempre pensato che avesse la formula magica dell’accudimento e le braccia elastiche per estendere l’abbraccio in base al bisogno.In tempi in cui la boutique più prestigiosa era PostalMarket lei ci cuciva i vestiti copiando i modelli dalla televisione o dal catalogo. E io avevo il completo alla Raffaella Carrà,modello Zum Zum Zum, che mi ammiravano tutti.

Ci ha sempre fatto credere che del pollo adorava il collo e le ali mentre le cosce e il petto “a me non piacciono, mangiateli voi”

Non so se per eccesso di sovrastima delle sue forze o per una delle sue mille forme di tutela nei nostri confronti, lei non chiede quasi mai e aspira a bastarsi da sola. Anche adesso,che i passi sono lenti e le gambe le pesano un migliaio di chili,la vedo alzarsi e partire “ma dove vai mamma?” A prendermi un bicchiere d’acqua. A prendere una bottiglia d’olio in cantina. A cercare oggetti smarriti.

Quando andavo a scuola ero quella che aveva la mamma più vecchia di tutti. Mi aveva avuta a 40 anni alla fine di una giornata di ottobre in cui aveva raccolto castagne fino a sera. Un sacco di volte ho pensato che sarei stata la prima a restare orfana. E chi avrebbe mai immaginato che avrei festeggiato i suoi cent’anni!

Grazie Ma, grazie di mio fratello e mia sorella,di averci cresciuti col culto della condovisione di un chicco d’uva piuttosto che di un piatto di fagioli o di una gioia o di un dolore. Grazie di averci dato fiducia nel genere umano facendoci credere che tante volte le persone non sono cattive ma son solo malate e vanno perdonate. Grazie dei tuoi geni buoni,del tuo esempio silenzioso di forza e amore. Grazie a te che ancora a 100 anni sei la voglia di vivere e di donarsi perché “ancora vogghiu i vi aiutu”

Un grazie speciale al Sindaco di Staiti

Giovanna Pellicanò

che col suo apporto tecnologico ci ha regalato l’emozione indescrivibile di poter spegnere le candeline con i miei fratelli,i miei affetti e col mondo intero.

(la sindaca ci ha messo a disposzione una diretta FB su una piattaforma digitale in cui  io, mia sorella dalla sicilia, mio fratello da torino e miei cugini dall’america e dal norditalia, ci siamo c0ollegati  per gli auguri e per il taglio della torta.)

Antonella Margariti

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