Sab. Dic 4th, 2021

“Non ci sarà rivoluzione verde senza nostre montagne”

di Raffaella Silvestro

L’ Aspromonte continua a bruciare,

nonostante già circa 6mila ettari di bosco siano

andati distrutti. A nulla sembrano valere le sollecitazioni, gli

impegni, i proclami: nonostante l’encomiabile sforzo dei Vigili

del fuoco e dei volontari le fiamme continuano a distruggere

tutto”. E’ quanto si afferma in una nota dell’Usb di Reggio

Calabria.

“Ben poco sembra aver prodotto – è scritto nella nota – la

riunione di qualche giorno fa nella Prefettura reggina con il

Capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, mentre

si ripetono inascoltati gli accorati appelli dei sindaci, del

presidente del Parco dell’Aspromonte, dei tanti volontari e

amanti della nostra montagna che in questi anni, grazie ad

esempio al trekking e alla riscoperta dei vecchi sentieri

aspromontani, hanno contribuito a far conoscere a sempre più

persone la nostra splendida terra. Ci auguriamo, per il futuro

nostro e dei nostri figli, che al più presto si riesca a

spegnere queste fiamme, cosa che appare sempre più difficile se

non si aumentano le risorse impiegate, in termini di uomini e

mezzi, e si metta in campo tutto quello che possa servire per

fermare questa catastrofe”.

“Ma quando finirà questa guerra contro fiamme e incendiari

criminali – riporta il comunicato – è necessario che l’agenda

politica metta al centro due tematiche fondamentali. La prima è

far luce sulle responsabilità politiche e istituzionali di tutto

questa sciagura. Perché se è vero che gli incendi nascono da

mani criminali, e ancor più vero che il sistema che avrebbe

dovuto garantire la prevenzione prima, e poi di affrontare gli

incendi, si è rivelato totalmente inadeguato, in termini di

numero di uomini, in termini di mezzi e risorse, in termini di

capacità di coordinamento e gestione. Bisogna tornare a

investire nella cura del territorio, bisogna potenziare il corpo

dei Vigili del Fuoco, bisogna assumere operai forestali. Non

precari, non a tempo determinato o a chiamata, ma assunzioni

vere”.

“La seconda grande questione – sottolinea l’Usb – è quella di

una immediata azione di rimboschimento e contrasto del dissesto

idrogeologico. L’eccezionale ondata di calore che stiamo vivendo

con questo agosto torrido è solo uno dei segnali della crisi

climatica che incombe, e che ha tra le sue cause proprio la

devastazione di boschi e foreste. E se tra i primi effetti di

questa crisi abbiamo imparato a conoscere le “bombe d’acqua” e

le strade allagate dalle piogge torrenziali, la nostra montagna

così devastata non può che farci ancor più paura immaginando

cosa potrebbe succedere con le prossime piogge. C’è bisogno di

risposte immediate e concrete. Non i grandi piani e le grandi

opere buone per far business e speculare sulla pelle dei

cittadini, ma investimenti su progetti condivisi dai tecnici,

dai professionisti e dalle comunità. Su questo bisogna investire

i soldi del Pnrr, perché non ci potrà essere rivoluzione verde

senza le nostre montagne”.

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