Dom. Giu 26th, 2022
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Nuova presa di posizione del Comitato Pro casa della Salute di Siderno e del Comitato Difendiamo l’ospedale di Locri stavolta affiancati anche dal Corsecom (Coordinamento delle associazioni della Locride). La nota indirizzata alla direzione sanitaria dell’ospedale di Locri, alla direzione generale dell’Asp di Reggio, al commissario della Sanità e al presidente della Regione Roberto Occhiuto, è firmata per i tre organismi rispettivamente da Francesco Martino, Bruna Filippone e Mario Diano.

«Ancora oggi – scrivono – nonostante nuove nomine e cambi ai vertici, ci ritroviamo nelle medesime condizioni riprovevoli di sempre. A malincuore e indignati apprendiamo della sospensione, avvenuta qualche giorno fa, dell’attività endoscopica a cui è stato costretto a ricorrere il dott. Arcà, dirigente del reparto di Gastroenterologia del nosocomio locrese. Da agosto 2021 non può eseguire le gastroscopie e da ottobre nemmeno le colon. La sospensione è dovuta all’assenza dei necessari strumenti endoscopici, mai pervenuti al reparto nonostante l’espletamento della gara per l’acquisto conclusasi il 5 novembre 2021. Parliamo di strumenti che sono la base per la diagnosi e per la prevenzione di certe malattie».

«Sono mesi – scrivono ancora – che si invita l’Asp e i vertici aziendali ad ovviare a questa grave carenza. Se le carenze di un reparto vengono più volte denunciate, se per sopperire ai casi si lavora con strumenti dati in prestito da altri reparti ma poi ovviamente da restituire, come si può andare avanti? Un reparto chiuso dovrebbe far vergognare chi di competenza per non essere in grado di gestire e amministrare la struttura affidatagli».

La nota si sofferma, quindi, su un altro aspetto: «È chiara ormai la manovra a favore del privato, contro il quale non abbiamo nulla, ma le due realtà devono coesistere e lasciare al cittadino la possibilità di scegliere. Tutti dobbiamo avere le medesime possibilità e il medesimo accesso a cure e indagini, che cosi facendo vengono meno per chi una visita a pagamento non può permettersela. Quando nell’ospedale di Locri si chiude o si depotenzia un reparto fa rumore il silenzio di tanti e soprattutto il silenzio di chi ogni giorno proclama lotte per la sanità ma ai proclami non seguono i fatti. Attraverso atti, comportamenti od omissioni state non tutelando, ma violando il nostro diritto alla salute e la cosa più spregevole è che il cittadino non ha la possibilità di difesa». Quindi la richiesta: «Come Comitato chiediamo e pretendiamo delle risposte subito. L’espletamento gara per l’acquisto degli strumenti si è conclusa il 5 novembre 21: che è successo dopo? Vogliamo sapere l’esito e vogliamo sapere a nome dei cittadini quando sarà ripristinata in pieno l’attività del reparto! Vogliamo anche sapere perché con 86 milioni di euro nessun acquisto è destinato per l’ospedale di Locri ma solo il potenziamento di Tac e Rm. Ricordiamo che nel nostro ospedale è ormai da tempo che non si effettuano mammografie in quanto lo strumento non funziona».

Infine, un riferimento alla Casa della salute di Siderno dove «ci sono ambulatori sprovvisti di strumenti con i quali poter effettuare una visita completa. Strumenti promessi ma mai acquistati. Queste risposte i cittadini le pretendono, perché la sanità è cosa pubblica».

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