Lun. Giu 17th, 2024

Gli imputati di “Case popolari” contestano le accuse della Procura, negando qualsiasi agevolazione alle mafie e sottolineando la prescrizione di alcuni reati. L’udienza preliminare, con 47 persone coinvolte, prosegue tra arringhe difensive serrate e attese per le decisioni del Giudice Vincenzo Quaranta

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«Accuse insussistenti», «nessuna forma di agevolazione alle mafie o la minima complicità con esponenti della criminalità organizzata» e «visto il tempo trascorso dall’avvio dell’indagine rispetto alla formale contestazione, i reati (solo per alcune specifiche contestazioni) sono andati abbondantemente prescritti»: attorno a questi tre concetti si sono sviluppate le arringhe difensive degli imputati di “Case popolari”, l’inchiesta dell’Arma dei Carabinieri che avrebbe svelato la gestione illecita e gli intrecci nelle assegnazioni irregolari degli alloggi popolari nel quartiere Santa Caterina.

Sono 47 le persone che stanno affrontando l’udienza preliminare davanti al Giudice Vincenzo Quaranta, avendo scelto il giudizio con rito ordinario. A loro carico, l’ufficio di Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, il processo da tenersi davanti al Tribunale collegiale.

Ieri, nell’Aula bunker, si è tenuta una serie di arringhe difensive, con una decina di penalisti che hanno sostenuto come «non possa essere accolta la tesi della Procura e il contestuale rinvio a giudizio». Un’ulteriore udienza, con ritmi serrati, è in calendario per giovedì 30 maggio per registrare le discussioni della restante parte del collegio di difesa. In quella data, secondo una prima indicativa previsione del Giudice dell’udienza preliminare, sarà decisa la sorte degli imputati: se dovranno affrontare il processo o se sarà disposto il proscioglimento. Altre otto posizioni processuali saranno definite con il rito abbreviato.

L’indagine “Case popolari” è stata condotta dai Carabinieri, con un blitz risalente al 14 febbraio scorso, che ha portato a 9 arresti (di cui due in carcere e sette ai domiciliari) e al sequestro di 11 abitazioni. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto e dai Pubblici ministeri Sara Amerio, Nicola De Caria e Andrea Sodani. Il quadro accusatorio principale riguarda la partecipazione a un’organizzazione che avrebbe gestito assegnazioni illecite di case popolari in cambio di denaro a persone che non ne avevano diritto

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