OSPEDALE LOCRI: EMERGENZA RADIOLOGIA, L’ASP NON MANDA I MEDICI. REPARTO A RISCHIO CHIUSURA

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E’ risaputo la sanità è un vecchio callo per la Locride ed ha portato alla triste nomea di terra senza presidio ospedaliero effettivo, le unità sono in sofferenza ed i medici presenti devono fare turni estenuanti per sopperire alle esigenze, che in un bacino d’utenza come quello locrideo, sembrano infinite.
Una situazione d’emergenza ha colpito anche il reparto di radiologia dell’ospedale di Locri, a marzo infatti era stato dato l’annuncio della sua chiusura causando proteste e panico fra i cittadini.
La motivazione che aveva spinto il management ospedaliero era proprio per mancanza di personale, che si era ridotto a soli due medici in servizio nelle ore notturne, e da qui la decisione di canalizzare i pazienti presso l’ospedale di Polistena.
Per evitare il triste epilogo, quindi, e considerando l’arrivo delle vacanze pasquali, si è proceduto a risoluzioni momentanee chiedendo anche l’ausilio di medici provenienti da altre strutture al fine di incrementare, sebbene temporaneamente, l’organico.
Il problema fu fatto rinviato ed oggi si ripropone in maniera ben più grave, perchè a mancare non sono solo specialisti qualificati ma anche il principio di equità.
Sembrerebbe infatti, che sia stata stilata una graduatoria di otto medici aggiudicatari di un contratto a tempo determinato e destinati ai presidi ospedalieri di Polistena, Melito di Porto Salvo e Locri al fine di sgravare la mole di lavoro che impegna gli specialisti già presenti giorno e notte.
Un lieto fine, ma soltanto in apparenza, perchè ad oggi a Locri non è arrivato nessuno e l’organico del reparto di radiologia rimane, come a marzo, di due unità effettive in servizio, quando in condizioni normali ne servirebbero almeno quattro.
Una decisione opinabile che sicuramente crea disagio non solo ad un ospedale che necessità di professionisti ma anche all’intero territorio, senza tener conto dell’inconveniente causato al pronto soccorso locrese, che proprio nel periodo estivo raggiunge l’apice delle visite e delle emergenze.
Ricordiamo anche che la radiologia è un servizio di prima necessità, indispensabile per le operazioni di primo soccorso. Cos’accadrebbe se uno dei due medici si assentasse? e se un paziente in gravi condizioni dovesse raggiungere l’Ospedale di Polistena piuttosto che quello Locrese?
Perchè ad oggi un reparto già in sofferenza, come quello di radiologia, non ha ottenuto il sostegno di nuovi specialisti?
Ci auguriamo che non si tratti di un attacco ad hoc ma piuttosto di una svista e che l’organico venga presto incrementato perchè nel disservizio dilagante le prime “vittime” rimangono i cittadini.
SARA FAZZARI
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