Mer. Mag 12th, 2021

Tra gli obiettivi nel primo anno di amministrazione del sindaco Giuseppe Ranuccio, un posto di rilievo era riservato alla riorganizzazione del patrimonio destinato al Comune di Palmi dei beni confiscati alle mafie. Ciò avviene oggi, dopo aver già riordinato la dotazione e, soprattutto, aggiornato il Regolamento che ne regola la gestione.
“Da novembre 201 – fanno sapere da palazzo san Nicola –  in un anno di lavoro intenso e riferito anche alle attività con ANBSC e Prefettura di Reggio Calabria, il Comune di Palmi può dire di avere avviato una politica virtuosa in temi di beni confiscati alle mafie, con l’attivazione sulla piattaforma “Palmi Condivisa” dello spazio dedicato al regolamento, all’albo speciale di tutti i beni, alla piattaforma mappatura dei beni con geo-localizzazione e con i riferimenti amministrativi per tutta la fase di affidamento dei beni fino alla trasparenza sul loro utilizzo. (www.palmicondivisa.com/beni-confiscati)”.

L’ultimo aggiornamento dell’elenco porta la data del 20 agosto 2018, con la disponibilità di 40 beni destinati al comune, 3 già affidati in gestione dalla precedente attività sui beni del comune e 9 riferiti all’ultima destinazione da parte dell’ANBSC al Comune di Palmi per farne uso istituzionale trasferito al Demanio per il Commissariato di Polizia. Rimangono 28 beni da gestire per gli usi previsti da regolamento e che sono oggetto di valutazione in questi giorni, in attesa che tutte le procedure sui beni destinati siano chiuse con la prevista “consegna del bene” all’Ente. Con la prossima conferenza dei servizi di ottobre 2018, il Comune potrà vedersi destinato altri 4 beni riferiti a terreni ad uso agricolo.

«Abbiamo svolto un lavoro serio e attento – ha dichiarato il sindaco Ranuccio – che ci ha già portato a raggiungere risultati importanti in termini di risposta sull’uso dei beni, con particolare riferimento alla recente destinazione di alcuni beni che sono passati al Demanio per la realizzazione del Commissariato di Polizia. Abbiamo in programma di proseguire con l’assegnazione per uso sociale a terzi, attraverso una procedura di informazione e selezione trasparente e aperta e, non ultimo, valutare come Ente, per come previsto da regolamento, la gestione di alcuni beni che possano vedere realizzati quei progetti sociali e di assistenza, di interesse per la collettività, con la possibilità di competere a finanziamenti per la loro riqualificazione».

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