DUE SALVATAGGI RIUSCITI PER LE SQUADRE DEL 118

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Richiesto l’intervento dell’elisoccorso e della Capitaneria

«Quando le ambulanze del 118 vengono utilizzate per l’emergenza il servizio viene espletato in modo rapido e il soccorso si espleta nel rispetto dei tempi tecnici». È stata questa la riflessione unanime degli operatori socio-sanitari che prestano servizio nella postazione di Marina di Caulonia, nella certezza di interpretare anche il pensiero degli altri colleghi, esternata nella tarda mattinata di ieri a conclusione di un intervento in mare e a distanza di poche ore di un altro soccorso, in montagna, portato a termine il pomeriggio precedente dall’equipe “Lima3”, di stanza presso l’ospedale di Locri.

Due operazioni complesse, per le quali si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso, che hanno richiesto la collaborazione, rispettivamente, degli uomini della capitaneria di porto di Roccella Jonica e quella – poi disdetta – del Soccorso alpino. L’associazione dei volontari era stata chiamata per rintracciare un anziano cercatore di funghi che, sui piani di Zervò, in territorio di Canolo, rovinato al suolo era riuscito comunque ad allertare col telefonino un amico a Locri. Gli aveva segnalato l’accaduto e la località che, a sua volta, è stata indicata al team di sanitari del 118 di Locri: Antonio Bellino, medico, Cosimo Sgambelluri e Maria Teresa Gerace, infermieri, Alessandro Fondacaro, autista. Un pool che non ha mai smesso di proseguire le ricerche del malcapitato, individuandolo ancor prima dell’arrivo dei “conoscitori” della montagna, e soccorrendolo nell’attesa dell’arrivo dell’eliambulanza, che lo ha trasferito all’ospedale di Locri per trauma cranico e contusioni al torace, lo ha fatto beneficiare anche di un po’ di caldo.

Il secondo episodio è di ieri. L’equipe socio-sanitaria cauloniese (Isabella Di Bianco, medico, Cosimo Sgambelluri, infermiere, Salvatore Sofia e Sandro Mazzaferro, autisti), intervenendo in codice rosso, in poco meno di due ore, con l’ausilio della Guardia costiera (Mario Di Pietro, Luigi Monteleone, Danilo Secondo e Giuseppe Bleve) hanno raggiunto, a 7 miglia dalla costa, nello specchio di mare prospiciente gli abitati di Africo e Ferruzzano, la petroliera “Altura” per soccorrere un 52enne membro dell’equipaggio colpito da sospetto ictus cerebrale.

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