LOCRI: LA TAC C’È E FUNZIONA: MA ANCORA NESSUNO SA USARLA

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L’indisponibilità della Tac ha costretto i medici a trasferire a Reggio la giovane cubana accoltellata a Locri

L’ospedale spoke di Locri sempre più abbandonato a se stesso. Nel nosocomio locrese, continuano a permanere gravi criticità. Anche quelle che sembravano risolte. Infatti la Radiologia continua a non poter utilizzare la Tac, nonostante sia stata acquistata e installata da una ventina di giorni. Passano i giorni e le settimane, e i radiologi del reparto non sono stati ancora aggiornati sull’uso del nuovo apparecchio. Sulla assurda situazione, ieri è intervenuto il segretario territoriale dell’Uil-Fpl Nicola Simone. «Ha dell’incredibile – ha affermato – la vicenda che riguarda il mancato funzionamento della Tac. È incomprensibile quanto sta succedendo, il dispositivo risulta installato da più di 20 giorni eppure “stranamente” manca l’attivazione e si priva la popolazione di un fondamentale presidio che attiene la salute e la sicurezza di migliaia di cittadini. Come è emerso nel caso della ragazza gravemente ferita a Locri che ha dovutro essere trasportata agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria».

Il segretario della Uil non solo si chiede «in cosa consiste la mission di una Commissione straordinaria, quali sono i poteri di controllo ad essa demandati dalla legge in relazione all’omesso inizio dell’attività della Tac? È legittimo chiedersi cui prodest tale mancato adempimento? Come pensano i Commissari di far rientrare il debito enorme accumulatosi nel tempo se non si interviene tempestivamente nel rendere efficiente un servizio fondamentale? Non comprendiamo, in ultimo, come sarà possibile contenere l’emigrazione sanitaria e il disequilibrio che si è ingenerato con il privato per la mancata competitività della sanità pubblica».

In compenso sempre ieri è arrivata anche una buona notizia. La Commissione straordinaria dell’Asp ha infatti riassunto i medici e gli Operatori socio-sanitari a tempo determinato con in contratto scaduto lo scorso 1 gennaio, e lasciati a spasso perché «non era pervenuta all’Asp reggina specifica autorizzazione da parte del Commissario regionale». Con la riassunzione in servizio effettuata l’altro ieri, i tre commissari hanno sanato l’errore e i 5 medici dei reparti di Pronto Soccorso, Medicina, Psichiatria e Dialisi e i tre operatori socio sanitari in servizio presso il Centro di Recupero Neurologico sono potuti rientrare senza alcuna interruzione del rapporto di lavoro.

Secondo il segretario territoriale della Uil-Fpl Nicola Simone, la controversa situazione sarebbe stata sanata a dicembre del 2018 dall’allora “soggetto attuatore” dell’Asp reggina Massimo Scura. Che con la delibera 1225 «nelle more dell’espletamento delle procedure assunzionali» aveva prorogato i loro contratti a tempo determinato,in scadenza al 31 dicembre coin la motivazione della necessità di «garantire la continuità delle prestazioni sanitarie assistenziali».

Anche i segretari della Cisl-Fp Vincenzo Sera e Pino Rubino, e quelli della Cisl-Medici Giovanni Calogero e Francesco Lo Schiavo sono intervenuti per evidenziare che «la riassunzione è un piccolo ma significativo passo verso la normalizzazione di cui l’Asp di Reggio Calabria ha bisogno». I segretari cislini adesso auspicano «che l’elenco di problematiche che hanno portato Cisl Fp e Cisl Medici a dichiarare lo stato d’agitazione vengano subito affrontate e risolte a un tavolo di confronto». Dopo il rientro del personale licenziato adesso «bisognerà in tempi brevissimi assumere il personale mancante per assicurare il normale funzionamento dell’Asp, rimuovere ogni problematica denunciata e assicurare i diritti dei lavoratori in servizio che da anni non ricevono le spettanze contrattuali dovute e i buoni mensa».

Infine, la promotrice della petizione a difesa dell’ospedale di Locri, la signora Bruna Filippone, cui si deve la raccolta di 21 mila firme, ha annunciato per le 18 di domenica prossima, un incontro alla palestra “Free Time” «aperto a tutti a tutti coloro che intendono impedire la morte dell’ospedale di Locri».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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